La storia

La Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) è l’organo rappresentativo della Cardiologia Italiana, in Italia e all’estero. Raggruppa circa 8000 iscritti.

Nel 1935 è stata fondata la SIC come prima associazione italiana di cardiologi ed ha giocato un ruolo chiave nella separazione della Cardiologia come branca indipendente della Medicina Interna. Nel 1963 è stata creata la Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), per soddisfare la crescente domanda della pratica cardiologica.

Successivamente il progressivo sviluppo e differenziazione degli aspetti tecnici e clinici delle malattie cardiovascolari hanno portato alla creazione di numerose società scientifiche di settore, alcune originate dalla SIC, dall’ANMCO, o da entrambe, altre indipendenti.
Questo notevole, multiforme sviluppo della cardiologia italiana riflette il peso crescente delle malattie cardiovascolari ed il successo nella loro diagnosi, terapia e prevenzione.

Tuttavia una notevole, rapida crescita tende a generare frammentazione.

Nel 1998 i saggi leader di SIC e ANMCO hanno avuto la visione dell’immenso potenziale di una cardiologia italiana unita che si presentasse con una unica voce: così è nata la Federazione Italiana di Cardiologia (FIC), che raggruppa ANMCO e SIC e le società scientifiche cardiovascolari di settore, con il suo giornale ufficiale “Italian Heart Journal” (ora ulteriormente internazionalizzato, evolvendo nel “Journal of Cardiovascular Medicine”)

Gli obiettivi

Gli obiettivi perseguiti dalla FIC attraverso SIC, ANMCO e le Società di settore sono tre:

  • ottimizzare la pratica clinica cardiovascolare suggerendo la distribuzione delle risorse sanitarie;
  • ottimizzare la formazione professionale cardiovascolare e sviluppare standard di verifica;
  • promuovere la ricerca cardiovascolare per una prevenzione personalizzata.

La sfida innovativa

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di invalidità, di malattia e di spesa sanitaria. Attualmente la prevenzione non può che essere fatta a tappeto (one size fits all!) ma anche per le malattie cardiovascolari si stanno aprendo orizzonti nuovi e rivoluzionari.

Lo sviluppo delle tecniche biomolecolari post genomiche permetterà di identificare i fattori genetici che conferiscono vulnerabilità o protezione individuale verso i fattori di rischio cardiovascolare.
Questa conoscenza potrà permettere una prevenzione personalizzata (a ognuno scarpe della sua misura!), rassicurando gli individui che hanno “angeli custodi”, e focalizzando la prevenzione in modo mirato sui fattori di rischio, ai quali i singoli individui sono vulnerabili. Quindi una prevenzione molto più specifica, selettiva, efficace e cost effective!

La Federazione Italiana di Cardiologia ha deciso di impegnarsi a fondo in questa sfida creando una Associazione – Fondazione Onlus dedicata alla raccolta fondi esclusivamente per la ricerca cardiovascolare, in collaborazione con Conacuore, associazione Onlus che raggruppa 96 società di volontariato nell’ambito delle malattie cardiovascolari.